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LA FISCALITA’ DELLE ISOLE CANARIE

 

Le Isole Canarie godono di agevolazioni molto interessanti dal punto di vista fiscale. Fanno parte della Spagna e quindi dell’Unione Europea: non sono un paradiso fiscale ma la bassa imposizione fiscale fa sì che esse godano di appeal per chi voglia investire.

I tratti caratteristici del regime fiscale vigente alle Isole Canarie sono:

  • Assenza di IVA: l’imposta applicabile sulle transazioni è l’IGIC, pari al 7%.
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  • La Zona Speciale Canaria (ZEC), nella quale possono insediarsi le attività previste da una lista descritta nel Regio Decreto Legge 02/2000: gli enti ivi stabiliti possono applicare un’aliquota agevolata del 4%. Requisiti fondamentali per l’insediamento sono la realizzazione di un investimento iniziale minimo in immobilizzazioni (100.000 Euro in Gran Canaria e Tenerife e 50.000 Euro nelle altre isole) e la creazione di almeno 5 (in Gran Canaria e Tenerife) o 3 posti di lavoro iniziali.
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  • La Riserva per Investimenti alle Canarie (RIC) che garantisce una riduzione della base imponibile del 90% degli utili non distribuiti se gli stessi vengono reinvestiti nelle isole Canarie nel tempo limite di 4 anni a partire dalla data di accantonamento.
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  • La Diminuzione dell’Imposta per gli Investimenti alle Canarie (DIC), mediante la quale non si paga e si accantona in apposita riserva il 30% dell’imposta risultante dall’applicazione delle aliquote d’imposta.
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  • Le forme giuridiche d’impresa sono principalmente la Società Anonima (SA) e la Società Limitata (SL), con capitali minimi di 60.000 Euro e 3.000 Euro.
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  • Tassazione sul reddito degli immobili ai soggetti residenti: se gli immobili non sono locati vengono tassati applicando l’aliquota del 3% al valore catastale. Se locati è concessa una detrazione forfetaria pari al 60% del reddito netto conseguito. L’imposta IBI, corrispondente all’IMU, è pari a circa il 6 per mille del valore catastale.
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  • Tassazione sul reddito degli immobili ai soggetti non residenti: si paga l’IBI e l’IVIE, l’imposta italiana applicabile agli immobili posseduti all’estero, pari allo 0.76% del valore catastale.

Lo Studio è a disposizione per ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.